Laser a stato solido

testa laser a stato solido

L’introduzione dei laser a stato solido, spesso chiamati a LED, ha rivoluzionato i citometri e la citofluorimetria. I citometri in vendita oggi da parte di tutti, credo, i produttori, sono equipaggiati con questi laser.

In effetti la disponibilità di laser sempre migliori ha consentito di progettare citometri innovativi, ma questa innovazione è stata straordinaria. Vediamo perché. Scopo di queste righe è conoscere un po’ meglio questi oggetti meravigliosi.

Il funzionamento dei laser a stato solido è a grandi linee noto. La sorgente primaria è un diodo emettitore di luce, come quelli che siamo abituati a vedere dovunque, ma  il nostro è molto particolare, ingabbiato in una minuscola cavità ottica che permette l’effetto di amplificazione della luce e la sua emissione all’ambiente esterno. I particolari costrutti sono in larga misura ancora riservati, quello che è certo, è che da diversi anni prestazioni e affidabilità hanno raggiunto livelli tali da poter sostituire con grande successo i vecchi laser a gas. I vantaggi sono molti: sono più piccoli, hanno un rendimento migliore, cioè hanno bisogno di meno energia per funzionare, non necessitano quindi di complicati, voluminosi e rumorosi sistemi di smaltimento del calore. Queste caratteristiche hanno permesso la costruzione di citometri molto più piccoli, leggeri e silenziosi. Ma anche equipaggiati, già di serie, con una molteplicità di sorgenti luminose potenti (3,4, 5) in grado di eccitare una quantità di fluocromi straordinaria. Ma non è tutto possiamo oggi progettare citometri su misura, scegliendo sorgenti laser con lunghezze d’onda adatte a fluorocromi particolari e di rari utilizzi, il tutto a costi normali.

Ma non ci sono svantaggi. Qualcuno c’è. 

Si è detto prima che la vita utile dei laser a stato solido è aumentata, ed è vero, è indefinita, ma non la conosciamo, e un buon raffreddamento del dispositivo è comunque assolutamente necessario. Quello dell’affidabilità potremmo considerarlo un problema minore. Vanno bene. 

Invece bisogna considerare una vera caratteristica negativa: il fascio dei laser a stato solido nel giro di pochi minuti si muove, ruotando di diversi gradi in funzione della temperatura. Per ovviare all’inconveniente il fascio nei citometri viene subito catturato molto vicino all’ottica di uscita con una fibra ottica, in modo da minimizzare, ma non eliminare il disallineamento. Così però almeno il 30% di potenza luminosa viene perso.

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