Fotometria del Transito o Citometro Spaziale?

fotometria del transito e citometri
da Il Messaggero Roma

Nobel per la fisica. Ricerca di pianeti di stelle lontane. Il primo scoperto con l’analisi dello spostamento doppler della luce, il primo annuncio di nuova conoscenza, ma quando la ricerca diventa conferma: se ce ne uno ce ne saranno per forza altri. Allora…, serve un citometro. D’accordo lo hanno chiamato fotometria del transito, ma è un citometro, e funziona come un citometro. La stella è la sorgente di luce, il pianeta è il soggetto molto piccolo da scoprire, il telescopio il sistema ottico che raccoglie tutta la poca luce disponibile e la invia ad un rivelatore molto sensibile.In effetti da sempre il molto grande e il molto piccolo sono indagati con strumenti ottici molto simili: un telescopio, dimensioni a parte, concettualmente assomiglia molto ad un microscopio. La novità e la similitudine tra la citometria e la fotometria del transito è aver posto l’interesse non sull’immagine (con significato visivo evidente) ma sull’impulso senza significato evidente.Gli attenti al particolare faranno notare che in citometria si rivelano gli scatter, i lampi di luce, in fotometria del transito l’informazione è nella mancanza di luce, nell’ombra provocata dal pianeta. E’ vero. Ma è anche vero che i primi citometri non usavano uno forward scatter ma una estinzione assiale, l’ombra provocata dalla cellula.      

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